Been Smoking Too Long

We were strangers for way too long
sabato, 24 febbraio 2007

Over and Over and Over and Over

Molti furono i filosofi che ammisero un determinismo nelle nostre vite. Gli stoici, ad esempio, o i giansenisti... Io credo che ci siano cose a cui non possiamo opporci. Ci sono cose,
fatti
avvenimenti
persone
momenti
condizioni
e chissà quant'altro
a cui non possiamo opporci, e ogni opposizone risulta nulla, e vana.
Io ho la pigrizia, che mi fa sprecare tempo.
Non posso, io veramente non posso fare a meno di sprecare tutto.
Se anche una volta avevo talento, oggi è un ricordo.

Avrei bisogno di svegliarmi.
O forse di attuare tutte le cose che vorrei fare.
Sono iperattivo mentalmente.
Sono ipotonico fisicamente, le mie azioni sono labili.
Non voglio diventare noioso.
Una delle ultime poesie che ho scritto, che mi ha fatto guadagnare un secondo posto su un forum
rappresenta il mio declino continuo, come scrittore. Non sono mai stato questo gran che forse:

"Temo
di vedermi
comparire
davanti
l'inverno
troppo presto

temo
che il vento
spazzi
le foglie
scoprendo
il mio corpo

devo mandare il mio cuore in letargo"

Tema l'autunno.
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Sono messo un po' male...
esiziale secco e disumano
franz1789
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mercoledì, 14 febbraio 2007

SSSSSSshutttUP

MEGLIO
LASCIARE
LE IDEE
INTATTE
NEI LORO
INVOLUCRI
DI PESANTE
LANA
D'ACCIAIO

INVECE
CHE PERDERE
TEMPO NELLO
SVOLGERLE

IL RE
DI VARSAVIA
CONTINUA
A
SORRIDERE
postato da franz1789 alle ore 00:06 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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mercoledì, 07 febbraio 2007

l'esule non trova riposo

IO
SPARGERO'
SALE
SULLE
VOSTRE
FERITE
DI
VELLUTO

IO
SPARGERO'
L'AGOGNATA
INGIUSTIZIA
SULLE
VOSTRE
PIAGHE
DISTORTE

IO
RACCOGLIERO'
ROSSO
VINO
DALLE
VOSTRE
FERITE
E
GRIDA
STRAZIANTI
DALLE
VOSTRE
PIAGHE

un franz1789
sempre più schizzato
postato da franz1789 alle ore 23:36 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
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venerdì, 26 gennaio 2007

Take My Breathe

Ho lasciato che la mia sigaretta si spegnesse.
Ho lasciato che mi piovesse addosso.
e ho camminato sull'asciutto,
senza lasciare impronte.
Perchè non esisto in realtà.

E la gente che passa non mi guarda,
e non li disturbo con i miei passi.
Il mio sguardo cade a terra,
dove non lascio traccia, ne impronta alcuna.

Non zoppica il mio respiro
Non ansima il mio cammino.
Solo non sono qui.
franz1789
presenta
una poesia
di merda
come ogni espressione del suo essere di merda...
postato da franz1789 alle ore 17:10 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
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domenica, 14 gennaio 2007

La Danza

Danzammo dileggiando le viscere della terra
quando ci risvegliammo dal baccanale
contemplammo la rovina del tutto

franz1789


Otto Dix - Sturmtruppe geht unter Gas vor
postato da franz1789 alle ore 19:47 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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domenica, 17 dicembre 2006

Death of Poet Walter Rheiner

Poi fu la volta di quell'uomo che solitamente usava andare in bicicletta per le strade interrate e dimenticate da Dio di quel paesino. Lo ritrovarono impiccato con una sua stessa cravatta di seta, appeso alla finestra di casa sua, con un quadernetto bianco vicino al suo corpo, come fosse una storia ancora da scriversi. Ironia della sorte, dissero, proprio lui che si era sempre rifiutato di imparare a leggere e scrivere, poichè credeva che le parole avrebbero confessato al mondo i suoi crimini. Sapeva lui che quando si comincia a scrivere, fermarsi è inutile oltre che impossibile. Lo ritrovarono rannicchiato con un cappio al collo, il poveretto, e con un quadernetto ancora bianco. Nessuno si prese la briga di leggerlo. In realtà le lettere c'erano, inchiostro bianco come l'anima del morto. Non sapeva che le lettere andavano sempre scritte in bianco, e nessuno glielo spiegò. Così la gente finalmente si liberò di quel libello, quasi gettandoselo per scherno e derisione l'uno contro l'altro. Ma come ognuno di quelli lo prendeva in mano, poteva sentire qualcosa aleggiare sulla carta bianca come le piume di un albatros. E nessuno riusciva a tenere lo sguardo sulle righe immacolate per un lasso di tempo tale da potervi discernere alcunchè, senza poi farsi percorrere da un brivido di terrore. Spaventa più ciò che non è scritto di ciò che è da scriversi. Nessuno riusciva a rendersi conto delle lettere puntellate con grande sforzo da un morente, tutti quelli che potevano reggere in mano il libretto, si sentivano semplicemente come nudi in una bufera. Le parole che non erano scritte, o forse erano scritte in bianco, erano forti come la roccia, tagliavano l'orgoglio delle persone che in vita lo avevano ritenuto un pazzo, quelle lettere erano la sua totale vittoria. Ogni cosa faceva parte del suo piano. Come non poter piangere di fronte a simili confessioni dell'anima, infine l'aveva capito, e infine le aveva scritte in bianco, come fossero lettere da scorgere solo da chi non avesse avuto altra volontà che comprendere. Comprendere quanto sia difficile esistere in una simile comunità, che dopo aver fatto della diversità una bandiera, e sventolandola alta, non comprende cosa sia il diverso, non comprende davvero quale sia la diversità tra vittimismo e sofferenza, non comprende cosa voglia dire noia. Tanto sensibile e aberrante il nostro dono a Dio, la società, quanto alienante e stremante farne parte, se si è un po' diversi dal nero delle lettere.

Conrad Felixmuller - Death of Poet Walter Rheiner
postato da franz1789 alle ore 18:58 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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